Salem Express

LA STORIA DEL NAUFRAGIO:

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Costruita in Francia nel 1976, lunga 100 metri per 18 metri di larghezza con una stazza lorda di 4.771 tonnellate, il traghetto del Salem Express faceva la spola tra l’Egitto e l’Arabia Saudita per i  pellegrini diretti alla Mecca.

La notte del 16 dicembre 1991, a causa delle pessime condizioni atmosferiche e di un fatidico errore di rotta del capitano portarono lo scafo a sbattere a tutta velocità contro una piccola torre madreporica situata a poca distanza dalla barriera corallina di Hyndeman reef.

Con la tempesta che non accennava a diminuire e la nave che cominciava ad inabissarsi, fra i passeggeri si era generato il panico totale. Trascorsero solo venti minuti prima che il Salem Express venisse inghiottito dal mare andando ad adagiarsi in profondità. Dei quasi mille pellegrini imbarcati, oltre seicento perirono in questa tragica sciagura. I sopravvissuti si trovarono da soli ad affrontare un mare in burrasca, 180 di loro riuscirono a salvarsi grazie alla intensa corrente che per loro fortuna spingeva in direzione del reef di Hyndeman sul quale andarono a cercare riparo.

IMMERSIONE SUL RELITTO:


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Il Salem Express è certamente una delle immersioni su relitti che lasciano maggiormente il segno, oltre ad essere uno dei più grandi relitti del Mar Rosso, la tragedia del suo affondamento vive nella memoria di ognuno di noi. Lo scafo giace adagiato sul lato ai piedi della parete del reef, il punto piu’ profondo si trova a circa 30 metri e il lato di babordo arriva a 10 metri dalla superficie. L’immersione inizia dalla parte piu’ profonda, dove si possono ammirare numerosi alcionari multicolore, proseguendo verso poppa, adagiati sulla sabbia, troviamo i resti della copertura in lamiera e alcuni bagagli.

Vi è la possibilità di guardare all’interno del relitto attraverso le finestre del ponte anche se non c’è molto da vedere, tutti gli oggetti mobili sono caduti sul lato di dritta, che è ora il fondo. L’elica è uno spettacolo impressionante, non è stata ancora colonizzata dai soliti organismi marini che si possono trovare sui relitti più datati, mentre l’elica di dritta, sotto lo scafo, è diventata sede di bellissimi coralli rossi.

La parte più eccitante dell’immersione è sopra la ringhiera, sul lato sinistro. Il ponte principale è in ottime condizioni e offre una vista impressionante, soprattutto alla luce del mattino. Nuotando lungo il lato di dritta nelle acque più profonde, sono visibili alcune scialuppe di salvataggio sul fondo del mare, ancora attaccate alla barca da corde, testimonianza del mancato utilizzo fattone durante il naufragio.

Da qui si osservano i due enormi comignoli , collegati da una passerella, che portano il logo della nave, una grande “S” circondata da rami d’alloro.
Il relitto è già coperto da bellissimi coralli duri ed è sede di una grande colonia di pesci, banchi di dolci labbra nuotano intorno alla sezione di poppa insieme a pesci angelo, pesci farfalla e goatfish. Nella sabbia razze a macchie blu strisciano intorno.

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